martedì 6 settembre 2011
Ho visto passare la Santanché
Alta, coi pantaloni bianchi, una giacca di gusto e delle belle scarpe, la Santanché di persona è più bella di come sembra in televisione. Deve essere quella cosa per cui "la Tv ti ruba l'anima", come tutto ciò che riprenda le immagini allora, a farla sembrare diversa?
In questo caso il furto e la diversità descriverebbero una persona "brutta dentro", e non certo fuori. Perché dico "brutta"? La Santanché sarà un mese che continua sul video, il suo motivo che "la casta vera è quella del sindacato", dice, intervistata, ma anche di sua spontanea volontà. Il che, è cosa che fa abbastanza ridere, perché è come dire, "i preti scalzi beccano le elemosine se vanno a suonare alla porta di uno/a sconosciuto/a, e io se mi presento con tre guardie del corpo, nota come sono, vengo presa a insulti". Ma va?
Non è qui il caso di parlarne, ma se davvero il sindacato fosse una casta così potente, non si capisce perché non sia riuscita a vincere il pessimo referendum imposto dalla Fiat a tutti i lavoratori. Referendum che è stato usato per introdurre l'art.8 della manovra, e che verrà usato anche per distruggere il 18 dello Statuto dei Lavoratori. La casta dei politici, che è una vera casta è riuscita a eludere anche a questo giro, in questa manovra, il dimezzamento dei parlamentari. Cosa che invece è stata sbandierata da tempo, e in lungo e in largo. Fa niente. Ecco dimostrata cosa è una casta.
Comunque non era di questo che volevo parlare. Stavo aspettando P.F. fuori da Telelombardia, e poiché sono ritardaria, sono arrivata con dieci minuti di anticipo, sul finire della trasmissione Iceberg , che comincia alle 20 e 15, e finisce alle 23. Il tempo per me di farmi un giro per Milano.
Entrata a prendere un caffè, ho visto il monitor. Mostrava la Santanché "brutta dentro" che vi ho detto, uno Scalfarotto inadeguato nel (non) difendere il suo partito il PD dall'accusa di prendere tangenti, una Giulia (in collegamento da Roma) scrittrice e giornalista che ha scritto Meglio fottere, una signora che scrive su Libero che pareva appena uscita da un manicomio criminale, un imprenditore che sembrava un ciabattino arrichittosi alla corte di Ferdinando di Borbone, poi il sindaco di Varese, che aveva tutta l'aria di un malato di pellagra sottoposto a un recente trattamento-bomba vitaminico, e appunto P.F.
Il titolo della trasmissione che veniva reiterato spesso, era, "L'Italia è veramente un paese così di merda?", prendendo a prestito la famosa affermazione del nostro Leader Berluscono Maximo.
Come spettatori si potevano scrivere mail da casa, o anche partecipare al sondaggio. Vi dico subito che le mail erano di questo tenore, "Perché i politici spendono soldi con le escort e io non ho i soldi per fare la spesa?". Ma tanto nessuno - o quasi - gli rispondeva. Il 76% degli italiani invece secondo il sondaggio confermava che "Sì, l'Italia è veramente un paese di merda", e il 24 pensava mitemente che "No, non abbiamo ancora arggiunto il limite".
Conflitto principe della serata, mi pareva, per il poco che ho visto, quello fra Scalfarotto e la Santanché. Appena il primo accennava alla parola corruzione, subito la seconda gridava come in un meccanismo automatico perfettamente oliato, "Senti chi parla! Almeno Berlusconi le escort le paga coi soldi suoi, invece voi le tangenti le prendete sui soldi pubblici, quelli dei contribuenti!". Ragionamento quello della Santanché che, se il patrimonio di Berlusconi non avesse origini così sospette, non sarebbe neanche così assurdo. Comunque non se ne usciva.
La signorina che ha scritto "Meglio fottere!" diceva invece pacata e un po' fascista a dire il vero, che "le intercettazioni parlano da sole, l'uomo secondo il paese è arrivato alla frutta!". Il che può anche essere vero, ma non si è visto mai in un regime democratico che le persone vadano in galera, o se ne vadano a casa, se non siamo giudicate da un magistrato, nel caso siano sospettate di reato, o punite dagli elettori, nel caso sia venuto a termine il mandato (per qualsiasi motivo, compresoun reato). Anche se questi ultimi lettori, non abbiano scritto libri dal titolo pomposo. Sulla giornalista di Libero confesso che mi vorrei soffermare. Non ha gli occhi completamente in squadra. E su questo nulla da dire. Non sto sottolineando un difetto fisico. Sto dicendo che quando parla, non si capisce dove guardi e questo fa confondere il povero telespettatore, laddove lo stesso cerchi di dare un senso alla frase reiterata da lei più volte e che diceva, "Il nostro presidente non è una vittima, ma non è neanche un accusatore!". Non si capisce cosa sia. Un povero vecchietto con la pelle macchiata con cui la natura non sia stata particolarmente generosa?
Lei era vestita di un blu pesante, aveva addosso molto oro, e muoveva le mani come una persona che abbia un sistema nervoso compromesso dallo stress. Il sindaco di Varese e l'imprenditore non hanno detto niente di più che non stia nella definizione che ne ho dato. Di P.F. non posso dire niente per l'evidente "conflitto di interessi" che mi verrebbe attribuito. Posso solo dire che condivido ciò che ha detto, nell'ultimo passaggio, all'inizio "Voglio rivolgermi ai telespettatori. Siamo nel degrado...". Di più è inutile che dica. Sarebbe ipocrita. Tanto chi lo conosce sa cosa può aver detto. Chi non lo conosce se lo vada a leggere.
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